Comincio la cura di questo spazio recensorio, affidatomi dalla neonata editrice Melino Nerella Edizioni, con un libro, regalo di natale, che ho finito di leggere, nel pomeriggio di martedì, 3 febbraio. Si tratta di "La Strada" di Cormac McCarthy, Ed. Einaudi. La storia è intensa, con puntuali sconfinamenti nel thriller, e devastante allo stesso tempo. Se Carver, a torto secondo lui, era stato etichettato come minimalista, McCarthy, potrebbe ben definirsi - incavolandosi naturalmente anch'egli - "essenzialista". Per rendere l'idea, Mr. Rockfeller a chi gli domandava come avesse fatto a fare fortuna gli rispondeva col rinomato motto "un penny risparmiato è un penny guadagnato": era un "minimalista". Mio nonno, un tipo all'antica, non ricco e che certsamente non aveva mai sentito parlare dell'americano, ma a modo suo gran risparmiatore, una volta mi disse "Di una lira bisogna farne due": decisamente un "essenzialista"! McCarthy, ambienta il suo romanzo in un mondo post-apocalittico, dove una ipotetica catastrofe atomica (forse) ha oramai falcidiato gli uomini e le società così come noi le vediamo oggi. Per le desolate strade dell'america, insieme al figlio, affronterà prove terribili e disumane, ma cariche di profondo realismo. Quel mondo, però, a ben vedere, non è poi assai dissimile dal nostro!A parte le apparenti oasi felici delle nostre democrazie, gran parte del mondo "esterno" vive già scenari di guerra e di distruzione che nulla hanno di diverso dal fantasioso romanzo di McCarthy. Un monito, dunque? Un lucido e spietato richiamo alla responsabilità? O semplicemente la descrizione anticipatrice di una realtà, purtroppo, inevitabile...Duilio Casati
