mercoledì 11 febbraio 2009

LA STRADA di CORMAC McCARTHY

Comincio la cura di questo spazio recensorio, affidatomi dalla neonata editrice Melino Nerella Edizioni, con un libro, regalo di natale, che ho finito di leggere, nel pomeriggio di martedì, 3 febbraio. Si tratta di "La Strada" di Cormac McCarthy, Ed. Einaudi. La storia è intensa, con puntuali sconfinamenti nel thriller, e devastante allo stesso tempo. Se Carver, a torto secondo lui, era stato etichettato come minimalista, McCarthy, potrebbe ben definirsi - incavolandosi naturalmente anch'egli - "essenzialista". Per rendere l'idea, Mr. Rockfeller a chi gli domandava come avesse fatto a fare fortuna gli rispondeva col rinomato motto "un penny risparmiato è un penny guadagnato": era un "minimalista". Mio nonno, un tipo all'antica, non ricco e che certsamente non aveva mai sentito parlare dell'americano, ma a modo suo gran risparmiatore, una volta mi disse "Di una lira bisogna farne due": decisamente un "essenzialista"! McCarthy, ambienta il suo romanzo in un mondo post-apocalittico, dove una ipotetica catastrofe atomica (forse) ha oramai falcidiato gli uomini e le società così come noi le vediamo oggi. Per le desolate strade dell'america, insieme al figlio, affronterà prove terribili e disumane, ma cariche di profondo realismo. Quel mondo, però, a ben vedere, non è poi assai dissimile dal nostro!A parte le apparenti oasi felici delle nostre democrazie, gran parte del mondo "esterno" vive già scenari di guerra e di distruzione che nulla hanno di diverso dal fantasioso romanzo di McCarthy. Un monito, dunque? Un lucido e spietato richiamo alla responsabilità? O semplicemente la descrizione anticipatrice di una realtà, purtroppo, inevitabile...
Duilio Casati